Lungo il greto del fiume Cismon 
- Da Frassenè alla 'Dighetta' -

            

      E’ una passeggiata che si svolge tutta in piano. lungo una strada sterrata, in un ambiente particolare ed interessante; sempre in ombra, in mezzo ad una vegetazione spontanea rigogliosa e varia, nel silenzio interrotto solo dal vento e dal canto di qualche uccello. A due passi da una strada statale  molto frequentata e rumorosa, ci si trova immersi nel silenzio e nei profumi della natura più genuina...  Il percorso si può fare in qualsiasi stagione ed in qualsiasi ora del giorno, anche solo per passare un paio d’ora in pace. Ma può anche essere occasione per arricchire la propria conoscenza di un ambiente naturale particolare: il greto arborato del Cismon. 

 

                1. Il percorso inizia ad ovest dell’abitato di Frassené, all’incrocio dove terminano le due vie principali della frazione. Un bel Cristo, molto curato dagli abitanti, sulla sinistra. Si imbocca l’unica via sterrata in leggera discesa e ci si trova immediatamente immersi in una vegetazione rigogliosa, ricca di alberi, cespugli, rampicanti  ed erbe.

Il cammino prosegue poi sempre in piano, per un paio di chilometri. La stradicciola corre parallela al corso del Cismon, che non si vede, ma che si può sempre raggiungere seguendo le diramazioni sulla destra. Avanzando verso ovest ci si avvicina sempre più al piede della montagna (Vallorca), con il suo pendio sempre più erto, fino a diventare parete rocciosa verticale al temine del percorso.

                2. Avvicinandosi alla zona di Pedesalto (centrale idroelettrica sulla sinistra orografica del fiume), si incontrano i primi prati. A sinistra, una sorgente: si può vedere l’acqua sgorgare dalla roccia, quasi a livello della strada; più in alto, in quella zona, vi è la sorgente detta “Ai Santi”, che alimenta l’acquedotto della frazione di Frassené: l’acqua viene catturata all’interno di una galleria di servizio della condotta idrica Senaiga-Centrale di Arsié.

                3. Prima di arrivare alla grande “chipa”, cioè al grande accumulo di detriti di roccia fatto in occasione dello scavo della galleria che corre all’interno di Vallorca e porta l’acqua del bacino artificiale della Senaiga alla centrale di Arsié, sulla destra si osserva una fertile piana coltivata a prato con filari e pergole di viti (principalmente “grinte”). Un tempo non lontana tutta l’area da Pedesalto a Frassené era irrigata e coltivata in quel modo, ma l’alluvione del 1966 ha distrutto tutte le opere irrigue, ha ricoperto di ghiaia prati e campi, rovinando una plaga rigogliosa e fertile, che non è stata poi più risanata e recuperata.

                4. Appena prima della “chipa”, sulla sinistra, si osservano resti delle opere di irrigazione più antiche e sulla destra un gigantesco pioppo che le vitalbe e l’edera stanno ormai soffocando.

                5. Arrivati alla fine della strada, si prosegue sul sentiero di sinistra, che corre ai piedi della roccia e si arriva in qualche minuto alla località “Finestrelle”, all’altezza della piccola diga che sbarra il Cismon a monte della centrale di Pedesalto. Qui si osservano le opere e di presa del sistema irriguo, con il primo tratto di canaletta ancora efficiente. Le opere distrutte dalla alluvione del ‘66 portavano l’acqua in tutta la piana, fino a Frassenè ed oltre Al Fol, una località appena a sud-est della frazione, un’altra “presa” riforniva d’acqua le roste della piana di Agana. Ora tutto il sistema, che un tempo era gestito direttamente dai proprietari dei terreni uniti in un Consorzio Irriguo, è in abbandono, con grave perdita non solo di una tradizione centenaria, ma di gran parte della fertilità dei terreni.