I miei interessi
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L'uomo ha sempre sognato di volare, l'uomo mitologico e l'uomo scientifico: vedi Icaro, vedi Leonardo. Così parla la storia. Io sono certo che ogni bambino, ogni ragazzino, tutti gli umani sognano di avere le ali, di volare, di librarsi nel cielo, compiere evoluzioni, passare sopra le chiome degli alberi, sentirsi pervasi da una gioia infinita, intima. |
Per la verità molti psicanalisti dell'inizio secolo
spiegano la ragione del sogno di volare con erezioni, simboli fallici eccetera,
ma lasciamo stare tutte queste pseudo-congetture più o meno vere e
tutto sommato simpatiche.
Torniamo al nostro allargare le braccia, correre e volare. Nel sogno stesso
si è stupiti di muovere le braccia come se fossero ali, di planare
e districarsi con facilità in mezzo a cavi elettrici, lampioni stradali,
alberi ed atterrare con estrema facilità.
Per me volare significa librarsi sopra la quotidianità della vita,
elevare lo spirito, vivere la spiritualità del nostro "io"
conscio o inconscio, ricerca del bello e della parte migliore di noi stessi.
Ora che siete preparati a recepire il messaggio, sì, se avete letto
con partecipazione questa premessa, se sentite la passione del volo, allora
vi parlo di quelle vele multicolore a forma di grandi farfalle che volteggiano
sopra le nostre teste, un po' ovunque. Non è più "sogno"
è realtà. Sì, si può volare, il sogno è
diventato realtà, Icaro non lo so, ma Leonardo ci guarda stupito ed
un po' geloso.
Ricordo la prima volta che vidi i parapendii ed i deltaplani sul decollo del
monte Avena, era il 1990, ero in ferie, rimasi affascinato, abbagliato da
tutti quei colori, stupito da quella tecnologia di vele cordini ed imbrachi.
Sono tornato al lavoro con un solo pensiero: "devo volare, vado in pensione
e volo". Così ho fatto! Nell'Agosto del "92 volavo. Nella
primavera del "92 mi sono iscritto al corso di volo.
E' stato molto bello quando finalmente si è rotto il ghiaccio fra noi
allievi, eravamo tutti molto affiatati. Io, malgrado la mia età, entrai
benissimo nel giro di tutti quei ragazzi, quasi tutti ex paracadutisti. Tutti
i venerdì ci trovavamo nei campetti scuola per la parte pratica, con
la vela fra le braccia salivamo una collinetta, con il fiatone ed il cuore
in gola e poi, dopo averla allargata a terra e tirata sopra la testa aprendola
al vento, giù di corsa a capofitto tentando di sollevarci almeno di
una spanna. Così trascorrevamo un paio d'ore. Poi, la sera, pizza e
sogni di voli alti e tutti a raccontare quanto ci eravamo alzati da terra,
i dieci centimetri diventavano metri. Dopo cena, un paio d'ore di teoria.
Più di una volta mi sono chiesto se dovevamo pilotare un aereo per
la complessità e la diversità delle materie aeronautiche, comunque
era tutto interessante, in particolare per mantenere attiva la memoria.
Siamo poi passati ad un campetto più ripido e più lungo, qui
veramente abbiamo incominciato ad alzarci anche di cinque o dieci metri, sempre
accompagnati dalla voce tranquillizzante dell'istruttore, per radio o megafono.
Il corso si protraeva più a lungo del previsto ,i venti primaverili
ci impedivano, ogni tanto, di volare. Maturò comunque il giorno del
primo volo alto, trepidanti e con tanta gioia nel cuore, carichi di adrenalina,
con la voce dell'istruttore che ci accompagnava dandoci sicurezza e tranquillità,
uno alla volta, decollavamo. Mi devo interrompere dallo scrivere perché
mi sembra di essere ancora in quel momento memorabile, che emozione! Tirata
su la vela ti senti gridare: corri, corri, corri e tu giù a rotta di
collo per il prato scosceso finché ti senti sollevare, i piedi non
toccano più terra e ti metti a sedere, tutto questo in pochi secondi
e ti ritrovi ad aver realizzato il grande sogno di "volare", lasciatemelo
ripetere: volare, volare, volare, volare all'infinito.
Sopra le cime degli alberi che sempre più si allontanano, sopra le
case, le strade, i prati, i campanili e le chiese. Quel giorno, ricordo, ho
rivolto un pensiero ed un ringraziamento al Signore che mi aveva dato la possibilità
di provare tanta immensa gioia, tanta grandissima emozione. Giri poi ad esplorare
le vallette, le crode, i boschi che assumono tutta un'altra forma, non sono
più quelli che conosci guardandoli dal basso, ora sei un solitario
uccello, non più un pedestre qualunque. Ma l'istruttore ti chiama,
è il caso di avvicinarsi all'atterraggio, ti accorgi che perdi quota,
tenti di sfruttare qualche termica, l'aria calda rilasciata dai tetti delle
case, queste sono tecniche che si faranno in seguito, quando si avrà
più padronanza e sicurezza del volare. Ora si va verso la manichetta
a vento e ci si dirige dalla parte opposta del verso del vento, gli si va
incontro insomma. Incominci ad abbassarti: cento metri, cinquanta, trenta,
dieci e pensi a tutto quello che ti hanno insegnato, a cinque metri circa
esci dall'imbrago e muovi le gambe perché forse dovrai correre, ora
sei ad un metro dal terreno, forza, tira i freni del tutto, stalla, giù
giù le mani, al massimo. E sei fermo! Puoi arrivare in punta di piedi,
senza correre, o magari seduto sul prato come succede molte volte a me. Quasi
quasi non ci credevo, ma era vero, avevo volato. Era di primavera, io avevo
la primavera nel cuore, una gioia senza fine. Anche a sessant'anni suonati
si possono provare queste emozioni. Ricordo che mi sono sdraiato sul prato
ed ho guardato i miei amici che scendevano. Grandi farfalle, ninfee del cielo,
dai colori delle vele riconoscevo gli amici ed incominciai ad invidiarli:
loro volavano.
Buoni voli a tutti.
I miei interessi sono molteplici, troppi. Mi butto senza pensarci su qualsiasi
cosa mi suggerisca la mente, la fantasia, il caso, la necessità. Per
quanto concerne il lavoro manuale ho una mia teoria: "qualsiasi lavoro
manuale ove non sia prevista una considerevole preparazione teorica; questo
è alla portata di tutti, purchè si abbia "strumia"
e"olio di gomito". Con questi presupposti possiamo fare: l'idraulico,
l'elettricista, il falegname, il muratore,il piastrellista, il rilegatore,
l'imbianchino, il parrucchiere, il meccanico generico, ecc. Certamente non
eseguiremo tutti questi lavori con la perizia del professionista ma sicuramente
una valutazione con un "sufficiente" la raggiungeremo. La manualità
è importante per mantenere un corpo sano ed efficiente e la mente altrettanto
occupata e perciò sana ed elastica. Cercare di essere di "multiforme
ingegno" e bello e riempie la vita.
Salendo più su nella scala dei miei interessi trovo la musica, vale
a dire, secondo me, un modo di parlare con Dio, di ascoltarlo, di penetrare
lo spirito cosmico più profondo e meraviglioso dell'anima, si, la musica
e la meditazione profonda ci mettono in comunicazione con quello che saremo
un giorno liberati dal peso ...e quì mi fermo.
La lettura è molto importante, mi fa viaggiare con la fantasia, mi
coinvolge, arricchisce. Cosa c'è di più bello di un amico libro
durante un viaggio in treno, mentre prendi il sole in una spiaggia, all'ombra
di un albero d'estate in montagna, in un momento di tranquillità quando
riesci a trovarla. Si, la lettura è il cibo dello spirito, della mente.
Ecco, poche volte riesco ad avere momenti così coinvolgenti, per questo
probabilmente li vivo più intensamente, sono sempre spinto a fare qualche
cosa di concreto. Purtroppo sbaglio, ma sono fatto così, qualche volta
mi sembra di perdere tempo.
Ho scoperto da poco l'uso dei colori e dei pennelli, ho imbrattato i muri
di casa, le porte interne, gli scuretti ed ogni altra superficie che mi è
capitata sotto mano, sgabelli, sedie, cassettoni ecc. E' molto bello ma ci
vuole un po' di coraggio per fare queste cose, io mi barrico dietro l'età,
ad una certa età è permesso quasi tutto.
Che dire del camminare in montagna, fermarsi in un sentiero e guardare in
su, le nostre meravigliose vette Feltrine, le nostre Dolomiti ineguagliabili.
Dio ci ha trattati molto bene quando le ha fatte esplodere da sotto terra,
tolte al Diavolo e lanciate in aria modellandole nel modo che ora le vediamo,
sì, ci ha fatto un meraviglioso incredibile regalo.
Quando le guardo e le rimiro, l'età fa si che mi si inumidiscano gli
occhi, sento una gioia ed una gratitudine immensa per quell'exstracomunitario
di Gesù. Mi piacerebbe morire in un sentiero di montagna.
Una cosa a cui tengo particolarmente è l'Associazione di Volontariato
V.I.T.A. acronimo di Vivere Il Tempo Amico. Come simbolo abbiamo la clessidra
ed il motto è: "da il tuo tempo a chi ha dato il suo tempo".
Lo scopo è di aiutare le persone anziane ad essere serene, in particolare
quelle della Casa di Riposo che tanto hanno bisogno di un contatto esterno,
hanno necessità di cancellare almeno per poche ore la permanenza nella
"gabbia d'oro" come chiamo io la casa di riposo. I nostri sforzi
sono ampiamente riconpensati dai risultati che otteniamo dalle varie manifestazioni.
Ci sono persone che hanno avuto cambiamenti veramente notevoli sia di umore
che fisici. Certo bisogna essere costanti sia nel farci vedere che nel proporre
manifestazioni altrimenti quelle persone si sentono trascurate e tradite.
Bisognerà fare molto di più, ad esempio gite di breve percorso,
i posti quì intorno non mancano. Se qualcuno legge inizi a pensare
di darci una mano, se già non lo fa! Bisogna pur iniziare a prepararsi
il posto e renderlo il più gradevole possibile...!
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