"EURO 50- SERIE YC 757449 B"
Fabio, quel 7 Aprile compiva gli anni, diciotto per la precisione. Io mi
vidi trasferire dal portafogli di nonno Luciano a quello del giovanotto. Erano
mani tremanti, da vecchio, se avessero potuto parlare avrebbero raccontato
infinite storie di vita. Io, semplice cartamoneta capivo gli umani che mi
trasferivano continuamente da un portafoglio all'altro, da una banca all'altra,
da un negozio all'altro. Da come mi toccavano oramai capivo il valore che
mi davano, l'uso più o meno responsabile e serio che facevano di me.
Ero contento, chissà perché. Io stesso rimasi sorpreso per questo
mio stato d'animo, era una sensazione nuova che non avevo mai provata prima.
Mi meravigliai perché non fui gettato nel vortice degli acquisti a
tutti i costi, come invece mi era sempre successo. In effetti, fui riposto
per bene accanto ad altri colleghi, quasi tutti di taglia più piccola,
feci anche in tempo di fare la loro conoscenza, finche ci trovammo assieme
nel portafogli.
Un biglietto della mia stessa taglia l'unico, tenuto un poco in disparte,
era mal ridotto stropicciato e sbiadito. Ci raccontò fra le lacrime,
una tristissima storia che mise tutti i colleghi, piccoli e grandi, in uno
stato d'angoscia,i più piccolini, gli spiccioli piansero.
Raccontò che in quegli ultimi giorni, era passato per le mani di loschi
individui
"mi trovavo nel portafogli di un ragazzo,- "iniziò
a raccontare",- suo padre mi aveva consegnato a lui, assieme ad altri
biglietti di banca. Si stava bene in quel portafogli, al calduccio nella tasca
del giubbotto, eravamo pure in tanti, troppi per quel ragazzino, non è
facile tenerci a bada, noi stimoliamo gli acquisti, gli scambi, per la sincera
verità siamo dei diavoletti e bisogna avere un buon polso per tenersi
a freno con noi in tasca. Il mio nuovo padrone, quella sera mi portò
in discoteca. Non era ancora maggiorenne, sbirciai i suoi documenti di identità
o meglio captai i dati dalla loro banda magnetica.
La musica era piacevole anche se un po' troppo forte, ma oramai mi sono abituato,
purtroppo la mia filigrana ha ancora la pelle d'oca, un po' per il volume
della musica ed un po', ripensando a quello che successe, dopo qualche ora
di permanenza nel locale.
Sentii un parlottare fitto e l'indecisione del mio padrone alle proposte di
un paio di ragazzi. Pensai che i minorenni, in certi locali dovrebbero avere
vicino qualche amico più grande e serio.
Non mi sbagliavo, il mio possessore, messosi in disparte con i due, tirò
fuori il portafoglio e l'aprì, da quella posizione vidi in viso gli
individui, non mi piacquero per nulla, per questo li definisco così.
E' evidente che i due notarono che eravamo in molti li dentro. Mi venne alla
mente la favola del gatto e la volpe, li vidi trasformarsi, gioire. Divennero
subito amicissimi del ragazzo, lo portarono al bar, pagarono loro la consumazione,
gli fecero conoscere una ragazza e li lasciarono soli.
Manco a dirlo, ballarono tutta la sera insieme, lei poggiava la testa sul
petto del ragazzo e lo vezzeggiava in tutti i modi. Io sentivo tutto, ero
a pochi centimetri dalla testolina della ragazza, per altro assai carina.
Così si esprimevano i ragazzi attorno, io non so giudicare gli umani,
se bella o brutta. Valuto solo la cartamoneta e la filigrana.
Uscirono assieme, era molto tardi e si diressero verso l'auto del ragazzo,
parcheggiata vicino ad un canale sul bordo del parcheggio. Chino sulla serratura
della portiera si sentì infilare un sacchetto di plastiva in testa.
Il terrore lo assalì, ascoltavo il suo cuore battere convulsamente
e la respirazione farsi convulsa. Gli strapparono il portafogli dalla tasca
del giubbotto e lo vuotarono di tutto il denaro, io nella confusione sfuggii
loro di mano e caddi a terra, fui calpestato, finii vicino al viso del ragazzo
o meglio al sacchetto che lo ricopriva. Nella frenetica confusione, vidi la
ragazza avvicinare furtiva una mano al sacchetto di njlon e romperlo.
Lo spogliarono delle cose di valore e lo buttarono nel canale. Pensarono che
prima si fosse liberato dal sacchetto ed uscito dall'acqua per dare l'allarme,
si sarebbero dileguati.
La ragazza, indecisa, anziché correre via, ritornò sui suoi
passi ed incominciò a tirare fuori dal canale la sua vittima. I ragazzi
che fuggivano, accortisi, ritornarono sui loro passi, presero la ragazza per
i vestiti e la trascinarono via, assieme trascinarono pure il malcapitato
tenuto stretto dalla ragazza. Io, calpestato, sporco di fango e fradicio guardavo.
Non poteva sfuggire ai guardiani ed alla polizia quel trambusto. I manganelli
s'abbatterono sulla schiena dei malcapitati e le manette scattarono ai loro
polsi. Un poliziotto mi raccolse dopo aver liberato dal sacchetto di njlon
la testa del ragazzo. Era vivo solo per merito di quella strana ma provvidenziale
ragazza.
I due individui furono condotti via, la ragazza, protetta dal mio padrone
provvisorio, restò con lui e se la cavò proprio per quel suo
attimo di ravvedimento dell'ultimo momento.
Mi restituirono al legittimo proprietario, assieme a tutto il resto. Eccomi
qua con voi e con il nuovo padrone che ritengo bravo ed oculato.
LUCISTEFAN
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