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Perchè scrivere

Me lo sono chiesto tante volte. Mi sono dato le risposte più disparate. Dall'ambizione di mettersi in mostra ad un desiderio innato di comunicare agli altri i propri pensieri, le proprie idee, le esperienze, i fatti successi nel corso della vita o in una piccola parentesi di essa. I pensieri, le fantasie, se fossero tradotte per iscritto, annotate, sarebbero tomi su tomi, solo quelle di una giornata.
Io, in questo momento sto scrivendo, so di dire anche delle corbellerie, almeno per qualcuno. So con certezza che voi leggerete fino in fondo quanto vado esponendo, anche se vi dicessi: smettete di leggere, fate qualche cosa di meglio, magari passate allo scritto di fianco. Voi nò, continuereste imperterriti. "Voglio vedere come va a finire", vi state dicendo come giustificazione. Io ne sono felice, anzi vorrei sapere se tutti sono così folli. Molti per autogiustificarsi, alla fine diranno: "Ma guarda un po' sto f…." Intanto però hanno letto!
Questo dovrebbe essere il preambolo per aprire le porte a chissà quale dotto scritto. Invece no, sono sempre alla ricerca del "perché" iniziale. Mi consola una constatazione che faccio ogni qualvolta entro in una grande libreria, resto affascinato e frastornato dalle migliaia e migliaia di libri. Io amo la narrativa, là ce n'è da farne scorpacciate. Nel mio intimo più nascosto, ho un grande desiderio, vedere in mezzo a tutti quei libri, un mio piccolo volumetto di racconti. Si, si, sono proprio ammalato.
Badate bene però, quando scrivo, io non esisto più, non parlo di me, nelle mie elucubrazioni, nemmeno ora, è il personaggio prepotente che si aggira fra le righe e le parole, è lui il padrone, si serve di me, mi conduce la mano.
Ecco perché vi dico: Non prendete troppo sul serio quello che leggete. Ricordate di fare la tara, togliere sempre il lordo, il netto ricavatelo con il vostro buon senso. Fate però tesoro dei buoni insegnamenti, dei buoni esempi, amate il bello e l'onesto, anche se scritto in una fiaba o in una follia come questa. La lettura è il cibo dello spirito, più leggiamo più diventiamo ricchi, quella ricchezza che nessuno ci può rubare. Lo so, questo me lo potevo anche risparmiare.
Io ho un'età avanzata, così si dice per non dire "vecchio"."Ma, chi sei, cosa sei" domanderà qualcuno. Specialmente nei paesi, dove ci si conosce tutti, si vuol sapere, è quasi una esigenza:- "Ma, è laureato?"- Va bene, vi rispondo: "Ho frequentato l'università della vita, ho cercato, nel mio piccolo, il meglio. Ogni giorno faccio un esame, l'ultimo giorno saprò se mi sono meritato la laurea. Poi,...dopo, farò anche un Master".
Ricordate?…Non sono io, non parlo di me, è il personaggio prepotente che si aggira fra le righe e le parole, è lui il padrone, si serve di me. Ecco come stanno le cose.


 
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