© www.fonzaso.com

Il tesoro di Singapore - Capitolo III

A Venezia.

Miss Homeles amava moltissimo il figlio anche se a volte erano trascorsi anni senza poterlo vedere. Aveva sempre provveduto al suo mantenimento ed istruzione. Daniel, questo era il suo nome, rappresentava tutto l’affetto di cui era capace, era il collegamento con la sua terra d’origine. Di solito era Daniel che si recava a Singapore. In particolare dopo la morte della mamma di Susan e Margaret, miss Homeles non le aveva abbandonate nemmeno per un brevissimo tempo. Di questo suo attaccamento alle figlie, il padre le era riconoscente e non poteva che essere felice di ospitare nella sua grande casa, il figlio della tutrice quando veniva a trovare la madre, piuttosto che questa si assentasse.
Daniel aveva venticinque anni, una buona esperienza della vita, come del resto tutti i ragazzi che senza genitori, si devono arrangiare a nutrire lo spirito di… affetti di seconda mano. Aveva studiato con passione laureandosi, ora, per conto dei Lloyd di Londra, faceva la spola tra le filiali, in giro per il mondo. Questa era la sua occupazione.
Giorni prima, da Venezia, aveva avuto una comunicazione telefonica con mister Douglas, e, gli aveva annunciato che si sarebbe trovato a Taiwan entro otto giorni, voleva fare una sorpresa a sua madre e Douglas aveva organizzato in modo da far coincidere l’arrivo dello yacht, con quello di Daniel.
Mister Douglas, era affezionato a Daniel e, nel suo intimo, gioiva al pensiero dell’incontro che sembrava casuale ed inaspettato fra madre e figlio, ma aveva anche reconditi progetti che nemmeno lui osava tanto pensare realizzabili. Mirava sempre al profitto e voleva prendere, come si suol dire, due piccioni con una fava.
Il suo pensiero andava volentieri ad immaginare che la comparsa di Daniel nella compagnia, non poteva che far piacere alle ragazzine, in particolare a Susan, lei, così pensava, sarebbe stata sicuramente attratta da quel giovane, esuberante e nello stesso tempo gentile e distinto. Quest’ incontro poteva ammorbidire e rendere più disponibile Susan a future confidenze. Eh si, doveva studiare bene nei dettagli la cosa e tessere una sottile, impercettibile ma fruttuosa rete. Pure alle orecchie di Daniel, quando si recava dalla madre, erano giunte voci strane di tesori nascosti, ma da ragazzo pratico e concreto, si disse che quei paesi dell’equatore non potevano che produrre fantasie. Aveva da ragazzino letto Salgari, ed: “I pirati della Malesia”, questo la diceva lunga a tale proposito.
Daniel dunque, avrebbe raggiunto entro pochi giorni Formosa (Taiwan), era eccitato per quell’incontro, era pure la prima volta che incontrava la madre, così, in quello strano modo. E poi c’erano le sue due “quasi” sorelline cui era legato da affetto e bei ricordi, parentesi di vita, vissuta saltuariamente fuori dell’Irlanda, quando era ragazzino.
Quante cose si sarebbero raccontate, da più di un anno non vedeva Susan e Margaret. Si ritrovò a pensare quanto erano carine quelle due bambine e quante passeggiate e giochi avavano fatti assieme.
Improvvisamente il suo pensiero si fermò su Susan, rivide i grandi occhi color acquamarina, qualche lentiggine qua e là sul bel viso incorniciato da un fluttuante casco di capelli biondo-ramati. E poi, com’era seria quando esponeva i suoi modi di vedere le cose, le sue teorie sulla vita, sui fatti che succedevano intorno a loro. Lo aveva commosso quando aveva parlato della tristezza del papà allorché era mancata la mamma.
Daniel si ricordò che il suo prossimo compleanno sarebbe stato il diciottesimo,” Bella età”- pensò e quasi quasi si sentì vecchio.
Ora lui si trovava a Venezia, al “Danieli”: combinazione, l’hotel più “in” di Venezia aveva quasi il suo medesimo nome. Dalla sua camera al terzo piano, poteva vedere la Riva degli Schiavoni e la laguna, il Ponte dei sospiri era a due passi. Con nella mente tutti quei ricordi si disse che non vedeva l’ora di riabbracciare sua madre e “le sorelline”, sospirò. Collegò il suo sospiro a quei sospiri che dovevano aver fatto quelli che attraversavano quel ponte circa un secolo prima, sorrise e si sentì fortunato.
Avvertì la sua sede di Londra che stava per recarsi a Milano, poi a Roma, da lì si sarebbe diretto a Taiwan dove, sistemati gli impegni di lavoro, avrebbe usufruito di qualche giorno per sue esigenze private.

Capitolo IV


 
www.fonzaso.com