Il tesoro di Singapore - Capitolo V
A Taiwan. Il mistero quasi svelato.
Furono due giorni di navigazione senza scalo, il personale fece del suo
meglio per far dimenticare l’accaduto ai loro ospiti. I due animatori
dei ragazzi si diedero da fare più che mai per portare alto il morale,
l’istruttore di nuoto era diventato un divo, anche se la conseguenza
della sua bravura aveva procurato un lutto.
Margaret e Susan avevano avvertito un grande disagio in seguito a quell’avventura,
miss Homeles e miss Day si prodigarono per far ritornare il sorriso alle
loro protette. Mister Sam teneva occupate le ragazze raccontando e descrivendo
la fauna marina che in quel mare era davvero ricca e diversificata. L’avvistamento
di gruppi di delfini fece ritornare il sorriso alle ragazze. La sera però nella
loro cabina si confidavano paure ed emozioni provate quella sera.
Un pomeriggio mentre riposavano, Susan si rivolse a Margaret per chiederle
se sapeva nulla del loro avo lord Rafles, nella cabina attigua mister Duoglas
sobbalzò, il cuore iniziò a battere forte ascoltò e
registrò la conversazione. –“Certo”, disse Margaret – “è il
nostro più celebre avo, non ti ricordi che la mamma ce ne parlava
spesso, quel nonno è famoso in tutta Singapore, no?” – concluse
Margaret. – “Scusa Margaret”, disse Susan –“pensavo
che allora tu non ci avessi fatto caso, o magari non te lo ricordassi più”,
-disse Susan.
Il colloquio terminò e le due ragazze iniziarono a parlare degli ultimi
avvenimenti e dello spavento avuto. Quella sera a tavola mister Douglas,
per iniziare la conversazione e condurla dove gli interessava, chiese a Susan
se si ricordava della piccola telecamera posta sulla mensola.“Certo”,
disse, -“ L’emozione di quell’esperienza me l’ ha
fatto dimenticare. Ho visto che il nastro è arrivato alla fine, deve
aver registrato tutto.”
Miss Homeles accompagnò Susan in cabina per prendere la telecamera.
Mentre ritornavano in sala da pranzo riavvolse la bobina che consegnò a
mister Douglas. Mentre controllava la registrazione sul dislay, gli si dipinse
sul volto un certo orgoglio per l’idea avuta. Chiese il permesso per
togliere la bobina e si recò al tavolo del capitano. Raccontò com’erano
andati i fatti. Il capitano ed il commissario di bordo dissero che quelle
registrazioni avrebbero avuto una grande importanza sia per la polizia sia
per l’assicurazione, i Lloyd di Londra. Tutta la tavolata dei nostri
croceristi fu applaudita ed ebbero le congratulazioni del capitano.
Il senor Miguel, come oramai faceva spesso, girò la sedia in modo
da poter dialogare con tutte e due le tavolate. Si congratulò e non
seppe resistere dal dire-“Avete visto, questi mari sono realmente infestati
dai pirati! E’ triste, ma la povertà spinge molta povera gente
ad assecondare turpi individui, capaci anche di uccidere pur di accumulare
ricchezze”. Si divertì anche a quantificare all’incirca,
il valore del bottino. Susan e Margaret si divertivano ad ascoltare il senor
Miguel e non potevano fare a meno di ridere alle sue battute, dal canto suo
il senor Miguel cercava appunto di farle divertire, anche per far dimenticare
e sdrammatizzare quanto era successo.
E’ incredibile come le persone scordino . Due giorni dopo, se non fosse
stato per il disagio provocato dal furto dei documenti, a bordo non erano
però necessari, quasi non se ne parlava più. Solo il povero
commissario ci aveva rimesso un dito e non poteva certo scordarselo.
Quella sera Susan parlò ancora del loro illustre avo, disse che anche
per merito suo loro potevano recarsi in Inghilterra, nella loro casa di Londra,
per fare ogni tanto degli stage e che molta della loro fortuna era dovuta
a quell’avo. Margaret ad un certo punto disse: “ Qualche volta
ho sentito parlare in casa nostra, di un tesoro. Ne ho parlato anche con
mamma”- “E mamma cosa ti ha risposto?”chiese Susan, - “nulla
di preciso, disse che un giorno me ne avrebbe parlato, mi disse che erano
cose molto riservate e non avrei mai dovuto far domande in tal senso a nessuno,
anche perché, aggiunse, solo lei sapeva”.
In un’altra cabina mister Douglas era in forte agitazione, registrava
con il suo sofisticato impianto ogni parola e prendeva pure nota delle frasi
più indicative. Ma, anche quella sera il dialogo terminò, una
quasi sofferenza fisica pervase mister Douglas.
Quella notte giunsero a Taiwan, lo yacht attraccò nel porto turistico,
pochi passeggeri erano presenti in quel momento sui ponti. Nelle loro cabine,
con l’aria condizionata, quasi tutti dormivano. Durante la cena il
signor Sam aveva preannunciato l’imminente arrivo, nessuno però se
l’era sentita di rimanere sveglio.
La mattina seguente tutti furono svegliati presto per la confusione che regnava
a bordo. Mister Douglas telefonò a Daniel per vedere se fosse già arrivato.
Difatti era giunto a Taiwan la sera prima, ed era ansioso di sapere cosa
fosse successo. La sede dei Lloyd aveva inviato un loro ispettore per controllare
ed indagare sull’incidente piratesco avvenuto a bordo, l’ispettore
era un certo mister Orfeo, un italiano. Lo yacht era assicurato pressi i
Lloyd di Londra.
Mister Douglas si dette da fare affinché fattori negativi non intralciassero
l’incontro fra madre e figlio, che almeno riuscisse la sorpresa a cui
lui teneva tanto. Daniel non sapeva che avrebbe trovato sua madre a bordo,
il suo amico Douglas gli aveva tenuto nascosta la notizia. Ad ogni buon conto
sarebbe salito a bordo con l’ispettore Orfeo.
Come Daniel salì la scaletta in compagnia del signor Orfeo trovò ad
attenderlo Douglas. Si salutarono calorosamente mentre l’ispettore,
che aveva anticipato il suo arrivo, fu ricevuto dal capitano.
“
Caro Daniel ti voglio fare una sorpresa, vieni” disse mister Douglas
e lo accompagnò nel salone. Miss Homeles e pure Susan e Margaret rimasero
immobili dall’emozione, come si riebbero abbracciarono il” loro
Daniel” con gridi di gioia, La madre stupita per quella sorpresa che
gli aveva risevato Douglas, lo abbracciò con gratitudine e gli disse: “mi
vuoi spiegare come hai fatto ad organizzare questo piacevolissimo incontro?
Te ne sono molto grata”. Si sedettero e parlarono senza sosta raccontandosi
di tutto, ma, l’abbordaggio dei pirati fu l’argomento più discusso.
Il capitano, saputo dall’ispettore Orfeo che un altro personaggio dei
Lloyd era a bordo, si recò nel salone per salutarlo, si complimentò nuovamente
per il filmato grazie al quale, la polizia e l’ispettore avrebbero
tratto importanti dettagli dell’accaduto.
Nel frattempo anche la polizia portuale arrivò portandosi via il capitano
ed il signor Orfeo per le deposizioni. La nostra comitiva non si mosse dal
tavolo fino al tardo pomeriggio. Sviscerarono tutti gli argomenti e le novità.
Più tardi, quando il sole era più clemente, sbarcarono e si
recarono a Kaosiung nell’albergo dove alloggiava Daniel. Si accomodarono
tutti nella hall continuando a chiacchierare fra loro, facendo domande o
rispondendo. Fu una ventata di gioia per tutti, in particolare per le due
ragazze e per la madre di Daniel. La notizia che Daniel sarebbe rimasto con
loro sino al ritorno a Singapore segnò il massimo del piacere per
tutti.
Mister Douglas ne fu sinceramente entusiasta ed aveva anche le sue ragioni
segrete. Era un uomo che meravigliava per quei suoi sentimenti tanto contrastanti,
si entusiasmava come un ragazzino, era capace di sentimenti buoni e spontanei.
Aveva solo quel chiodo fisso, quello del tesoro.
La mitica Taiwan tecnologica e arcaica, ricca e nel medesimo tempo misera,
elegante e stracciona, non interessò quasi più la nostra compagnia:
Daniel era il centro dell’attenzione e dell’ammirazione. Così,
dopo aver acquistato dagli orologi più sofisticati alle apparecchiature
elettroniche d’avanguardia, regali per parenti ed amici; tutti non
videro l’ora di viaggiare assieme, sullo yacht.
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